lunedì 5 settembre 2011

Montrail Badrock


Come avevo preannunciato in un post precedente, per iniziare a fare i trail ho preso un nuovo paio di scarpe adatte per questi percorsi.
Dopo aver effettuato un po’ di ricerche sono rimasto colpito dalle scarpe dalle Montrail, azienda californiana leader nel settore delle scarpe da trail; l’unico problema è che i rivenditori in Italia sono veramente pochi e nessuno nella mia città.
Sul sito ufficiale della Montrail è però possibile cercare il rivenditore più vicino e così ho fatto; una volta trovato ho telefonato per sapere quali modelli erano disponibili e sono andato a provarli; la scelta era tra le Badrock e le Mountain Masochist GTX (il modello in GoreTex). Dopo averle provate entrambe ho optato per queste perché mi hanno dato da subito una sensazione migliore, mi sono sembrate più reattive ed hanno la pianta larga e comoda come piace a me.
Ad oggi ci ho corso un centinaio di chilometri con fondi molto vari (asfalto, sterrato, fango, pietraie, ecc.) e non mi hanno dato alcun problema; l'intersuola non presenta segnali di deformazione, e suola e tomaia sono ancora perfette anche se le ho sporcate veramente tanto (ma si sa, queste sono scarpe che devono reggere bene lo sporco, la terra ed il fango).
Il mio giudizio è quindi più che positivo; penso che sia una scarpa molto comoda e affidabile, il perfetto ibrido tra scarpa da strada e scarpa da trail, a suo agio su tutti i tipi di fondo, adatta per percorsi lunghi, e ultra, per corridori di qualsiasi peso.
Sul sito Distanceplus.com ho trovato anche una recensione molto dettagliata realizzata dall'utente Gaggio che riporto (quasi) fedelmente:

Le Montrail Badrock sono scarpe da Trail Running progettate per corridori che soffrono di una moderata pronazione : il sistema adottato è denominato FluidPost, ed è inserito nell'intersuola, limitato ad una zona che va dal tallone fino a metà dell’arco plantare
La pianta delle Montrail Badrock e larga, soprattutto sull'avampiede, dove anche il mesh della tomaia veste ampio, dando la giusta libertà di movimento alle dita dei piedi. La tomaia è confortevole e i vari “inserti” di materiale sintetico e pelle posti lungo tutta la sua estensione, la rinforzano e conferiscono il giusto sostegno al piede. L'imbottitura del collarino è molto morbida e avvolgente, ed il collarino è alto il giusto da proteggere la caviglia senza interferire con la libertà di movimento.
Migliorabile la traspirabilitià del mesh usato, a maglia stretta, progettato per garantire resistenza e durabilità. La presenza degli inserti di rinforzo e sostegno lungo tutto il perimetro a contatto con l'intersuola, impedisce una veloce dispersione dell'acqua caricata dopo l’attraversamento di guadi, che riesce ad uscire solo attraverso una continua azione di pompaggio, che avviene ad ogni passo, da un piccolo sfogo nella parte esterna anteriore, dove l'inserto di pelle è più basso rispetto ad altri punti.
La conchiglia al tallone avvolge il piede, come fosse una seconda pelle, e da la sensazione di essere un tutt'uno con la scarpa. Correndoci, in breve tempo, non se ne sente la presenza.
Il puntale assicura la giusta protezione contro eventuali urti , anche nella zona laterale esterna, dove può capitare di colpire lateralmente degli ostacoli sul terreno, a volte nascosti nella vegetazione, a volte per inevitabile traiettoria presa durante le discese...
I rivestimeti protettivi del puntale e presenti lungo tutta la scarpa non la appesantiscono poi tanto, se si considera che la scarpa, che per dimensioni è identica a una scarpa A3, riesce a pesare anche meno di molti modelli, tra i più diffusi, di quella categoria: ogni scarpa pesa solo 325gr!
L'intersuola Terra-Hex è composta da materiale Eva all'interno del quale sono inseriti degli esagoni rigidi: restituisce un giusto compromesso tra ammortizzazione , flessibilità e stabilità; la zone dell'avampiede, assorbe bene le asperità del terreno, anche grazie alla presenza di una placca, che protegge il piede dagli urti contro le asperità più invadenti del fondo, senza che questo elemento – di materiale rigido ma pur sempre “elastico” - influisca sulle capacità di torsione della scarpa, che riesce a stare sempre a contatto col terreno e a dare la giusta confidenza col fondo, permettendo al piede di interpretarlo correttamente.
Per quanto riguarda la zona del crashpad, in discesa se ne apprezza la capacità di assorbire l'impatto col terreno, senza compromettere la stabilità, specialmente in quei tratti dove il fondo è costituito da sassi.
La suola è composta da tasselli esagonali molto sporgenti nella parte centrale, e una tassellatura dentata perimetrale. Si percepisce già dal rumore, poggiando il piede sul pavimento, la diversa densità del materiale Gryptonite di cui è costituita la suola, più rigida nella zona perimetrale, la cui funzione è di contribuire a un maggiore tenuta su fondi instabili.
La suola in Gryptonite garantisce un buon grip, soprattutto negli spostamenti di direzione, sia nel momento di spinta, che di appoggio, nei tratti in discesa più “tecnici” ed è sempre affidabile, anche in quei punti dove si fa prima e meglio a saltare da un sasso all'altro, che a correrci in mezzo! Su fondo lastricato e bagnato, bisogna comunque stare attenti...
Tirando le somme, le Montrail Badrock sono scarpe molto comode e affidabili, il perfetto ibrido tra scarpa da strada e scarpa da trail, protettive e morbide, ma non eccessivamente, a loro agio su tutti i tipi di fondo, adatte per percorsi lunghi e ultratrail, per corridori di qualsiasi peso con piede “neutro” o che soffrono di moderata pronazione. Molto resistenti.


Questa la pagina del sito ufficiale Montrail relativa al modello Badrock da uomo e il video.




giovedì 1 settembre 2011

lunedì 8 agosto 2011

Giir di Mont - mini skyrace - 31 luglio 2011


Ce l'ho fatta!
Ho concluso la mia prima skyrace!
Come avevo detto in un altro post, ero andato a provare il percorso in occasione della mia permanenza (per soli 2 giorni) a Premana in occasione della festa del Corpus Domini e sono riuscito a tornare per poter partecipare alla gara.
Ho voluto viverla fino in fondo; ho cominciato il sabato pomeriggio con il ritiro del pettorale e del pacco gara (molto interessante, per i partecipanti alla mini skyrace c'erano due paia di forbici, un coltello da parmigiano ed un coltello da cucina, per i partecipanti alla gara lunga, oltre a questi, c'erano anche altri prodotti da taglio). La scelta di questo tipo di pacco gara è motivata dal fatto che Premana è il più grande produttore d'Italia di forbici e coltelli (oltre i 2/3 delle forbici prodotte nel nostro paese sono di Premana).
Il pomeriggio del sabato proseguiva con la santa messa per gli organizzatori e gli atleti e, alla sera, il briefing sul percorso e la presentazione dei top runner che, anche se quest'anno la gara non fa parte del campionato del mondo (come l'anno scorso), sono comunque intervenuti numerosi.
Hanno infatti partecipato i più grandi nomi della corsa in montagna e dello sci alpinismo a livello internazionale con il team Salomon che ha schierato molti dei suoi atleti di punta.
Al mattino della domenica, la partenza, prima della mini skyrace (nella foto) e poi del Giir di Mont.
Il percorso è veramente affascinante; 20 chilometri di sudore, emozione, fatica, condivisione, panorami mozzafiato, gioia, e divertimento.
Migliaia di persone lungo il percorso che incitano tutti i partecipanti e, aiutandosi con la lista degli iscritti, il più delle volte, mi incitavano, oltre che con i tradizionali campanacci, anche chiamandomi per nome (una bellissima ed emozionante sensazione).
E così, dopo 20 chilometri di salite impegnative e discese ripidissime (all'arrivo, il mio GPS indicava che avevo superato un dislivello positivo di oltre 1.300 metri), passando per vari alpeggi, sempre aiutato dal tifo degli alpigiani, dei turisti, degli escursionisti e degli spettatori, rinfrancato dai numerosissimi punti di ristoro fornitissimi (acqua, sali, glicogeno in gel, barrette energetiche, frutta fresca e disidratata, cibi solidi, ecc.) sono arrivato agli ultimi 500 metri su asfalto, nella via principale del paese. A questo punto, tutti (anche quelli lenti come me) non possono far altro che mettere le ali ai piedi e godersi l'ultimo tratto del percorso tra due ali di folla festante che incita tutti come se fossero dei campioni.
Anch'io, che sono arrivato tra gli ultimi, sono stato accolto da un pubblico in festa (forse, anche perché il pubblico si preparava all'arrivo dei primi del percorso lungo).
Dopo non molto sono arrivati i top runner del Giir di mont e le prime interviste a caldo direttamente sul palco allestito in zona arrivo.

Ma la giornata non è finita qui. Dopo aver approfittato del ristoro all'arrivo (anch'esso fornitissimo) e dopo aver fatto una doccia ristoratrice (io l'ho fatta a casa, dove ero ospite, ma sono stati predisposti per tutti gli atleti spogliatoi e docce al palazzetto dello sport, dove era anche possibile parcheggiare, e area massaggi vicino all'arrivo, come dire: non mancava proprio niente!) sono andato a pranzare al buffet al palazzetto dello sport; menù completo con primo, secondo, contorno, frutta o dolce, bevande ed acqua compreso nella quota di iscrizione (nel pacco gara c'era anche il ticket per il pranzo) mentre gli ospiti pagavano solo 10,00 euro.
Dopo pranzo, vero le 15,00, le premiazioni ufficiali, sempre al palazzetto dello sport, in un grande clima di festa e di amicizia.

Un'esperienza meravigliosa, per il percorso e, soprattutto, per il calore e a simpatia della gente. Questa gara mi è piaciuta così tanto che, senza abbandonare la corsa su strada, voglio dedicarmi anche al trail ed allo skyrunning (mi sono già segnato alcune date sul mio diario di allenamento).

Per maggiori informazioni, per sapere che ha vinto e per iscriversi alla gara del prossimo ano, consultate il sito ufficiale.
Per la cronaca, il vincitore maschile, ha vinto per il quarto anno consecutivo migliorando ancora una volta il record del percorso e la prima delle donne ha vinto proprio nel giorno del suo 23° compleanno: un bel regalo di compleanno, vero?
La mini skyrace è stata vinta da tre ragazzi che sono arrivati insieme, per mano, al traguardo.

In questo video, una bella serie di immagini della giornata.



Al momento del rientro a casa ho anche fatto una discreta scorta di formaggi, come dico in questo post.

In questo video, potete vedere la presentazione del percorso (il Giir di mont lungo, quello da 32 chilometri).

giovedì 4 agosto 2011

39^ ciamptada aullese - Aulla - 3 luglio 2011


Nonostante il caldo e la necessità di allenarmi per gare più impegnative (trail e maratona autunnale) ho voluto partecipare anche a questa gara inserita sia nel circuito Corrilunigiana 2011 che nel calendario marce 2011 del Palio del Marciatore della Spezia e della Lunigiana.
Anche in questo caso una bella giornata di sport in compagnia di amici e organizzazione ottima; percorso con una bella alternanza di pianura (poca, verso il finale) salita e discesa con fondo vario: strada asfaltata, sentieri e bosco; interessante quindi per misurarsi nelle varie situazioni.
Come si può vedere dalla foto, anche questa volta la partecipazione è stata nutrita.
Oltre alla gara competitiva, da corrersi sul circuito di 11,5 km., era prevista anche una marcia non competitiva svoltasi, a scelta, sullo stesso percorso o su uno più corto (6,5 km.).

La foto di questo post è tratta dalla fotogallery degli Arcigni (g.c.) dove potrete vedere molte altre foto dell'evento.

lunedì 1 agosto 2011

La frase del mese - agosto 2011

Cigolando sugli enormi cardini la grande porta si apre appena, permettendomi di entrare nel luogo dove mormorano antiche presenze.

tratto da "La mancanza" di Luigi Masella
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